mensa scolastica

Tassa di iscrizione mensa: Il Comune obbliga le famiglie a contribuire alla copertura economica delle riduzioni tariffarie

A Serravalle Pistoiese i genitori che hanno scelto di iscrivere i figli alla mensa scolastica sono tenuti a versare ogni anno al comune la somma di ben 40 euro come accesso al servizio, oltre al pagamento delle tariffe dei pasti, senza possibilità di agevolazioni o esenzioni.
Circa un mese fa abbiamo inviato una lettera all’assessore di competenza per sapere per quale motivo sia previsto nel nostro comune il versamento della quota fissa di accesso al servizio mensa scolastica; per quale motivo, qualora il pagamento della somma risulti giustificatamente necessario, l’importo non possa essere inferiore e non siano previste nel nostro comune né esenzioni né agevolazioni; quale sia la destinazione della somma risultante ogni anno dal versamento della quota fissa da parte delle famiglie.
La risposta ottenuta, dopo il tentativo da parte del comune di evitare il proprio riscontro, onestamente lascia allibiti e sconcertati.
La giunta  comunale ha scelto di introdurre la tassa di iscrizione annuale e di fissarne l’importo in 40 euro  senza riduzioni o esenzioni perché la legge consente ampia discrezionalità alle amministrazioni nella quantificazione del tasso di copertura tariffaria del costo di gestione del servizio. Inoltre l’inserimento della quota fissa andrebbe a coprire “parte dei costi del servizio che gravano sull'Ente legati all’inflazione costante
degli ultimi tre anni, al maggior costo dovuto all'adeguamento ISTAT , alla copertura dei costi legati agli esoneri e riduzioni tariffarie così come previsti nelle tariffe”.
Tutto ciò, tradotto in termini più semplici, significa innanzitutto che il Comune, nell’ambito dello spazio di movimento permesso dalla legge alle amministrazioni, non prende deliberatamente in considerazione il disagio economico, provvisorio o stabile, di molte famiglie del nostro territorio comunale. In secondo luogo significa che parte della somma annua risultante dal versamento obbligatorio delle quote (18mila euro) serve per la copertura finanziaria dei costi delle riduzioni e delle esenzioni delle tariffe del servizio mensa: i soldi versati da tutte le famiglie vengono cioè impiegati per poter effettuare le agevolazioni tariffarie dei nuclei familiari  che hanno diritto alla riduzione e alla esenzione. La cosa inaccettabile è che non sia la giunta ad assicurare per intero la copertura finanziaria necessaria ma che debbano pensarci i cittadini. La cosa scandalosa è che le famiglie più svantaggiate, quindi, obbligate anch’esse a versare la quota fissa di iscrizione, debbano contribuire in questo modo  a finanziare le agevolazioni di cui hanno diritto e che dovrebbe erogare solo il Comune. La cosa ancor più scandalosa è che l’imposizione di simili balzelli avvenga mentre si sperpera denaro per lo svolgimento di feste ed eventi vari, di cui si potrebbe fare decisamente a meno, o per pagare lo stipendio a figure superflue come il portavoce del sindaco, di cui saremmo lieti di  conoscere le mansioni e l’utilità.
Chiediamo pertanto che la giunta abolisca immediatamente tale ingiustificata tassa.

 

Redazione

Meteo locali