Da Pieve a Nievole a Ponte di Serravalle, incontriamo l’artista valdinievolina nei luoghi dove pittura, insegnamento e relazioni si intrecciano.
Un percorso che arriva alla pittura
Il nostro incontro con Laura Corre comincia a Pieve a Nievole. Nata a Montecatini Terme nel 1973, dopo gli studi in Lingue e Letterature straniere a Firenze ha continuato a coltivare il rapporto con le arti visive, passando dalla fotografia al disegno e alla pittura, approfonditi anche attraverso un percorso da autodidatta. Per circa dieci anni l’esperienza con il Museo Ideale Leonardo Da Vinci le permette di entrare in contatto con la complessità del mondo museale. Poi arriva una prima esperienza nell’insegnamento e, nel 2022, l’apertura del Cantiere d’Arte.




Un laboratorio per uscire dalla solitudine dell’atelier
È qui che facciamo la nostra prima tappa. Il Cantiere d’Arte è uno spazio condiviso nel quale Corre porta la pittura e la ceramica tra adulti e bambini. C’è soprattutto il desiderio di trasmettere ciò che conosce e di entrare in relazione con gli altri. Una dimensione che si affianca a quella più solitaria del lavoro della pittrice e che, racconta l’artista, è diventata ancora più necessaria dopo il Covid. A quel periodo rimanda anche una serie di dipinti dedicati agli interni e alle piante: presenze domestiche che entrano nella sua ricerca accanto a uno dei temi centrali del suo lavoro, la figura femminile.




Dentro la casa-atelier
Lasciamo Pieve a Nievole e raggiungiamo la casa-atelier di Laura Corre a Ponte di Serravalle. Qui incontriamo la parte più personale del suo lavoro. «Mi è sempre interessato dipingere ciò che sta sotto la pelle delle donne», afferma l’artista. I suoi corpi diventano, nelle sue parole, «contenitori e veicoli di emozioni, pensieri e storie». La donna viene osservata nella sua complessità fisica e psicologica e nel rapporto con una società nella quale persistono stereotipi. Accanto ai ritratti ritorna la natura, mentre olio e acrilico su tela sono le tecniche principalmente utilizzate. È in questo passaggio tra il laboratorio condiviso e l’atelier privato che si incontrano le due dimensioni del percorso di Corre: da una parte il bisogno di relazione e di insegnamento, dall’altra il tempo individuale della pittura e della ricerca.




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