A Monte a Pescia un’ex cantina diventa atelier: pietra serena, suono e lavoro sul processo nella ricerca di Stefano De Ponti.
A Monte a Pescia, Stefano De Ponti ha ricavato il proprio atelier da un’ex cantina della casa di paese in cui vive. Lo spazio è stato ristrutturato e adattato al lavoro, con scaffali ordinati, strumenti e superfici operative disposte in modo essenziale. L’ambiente è organizzato e leggibile. Anche i figli utilizzano questo spazio, ciascuno con un proprio banco. La collocazione dello studio, ricavato in un ambiente interrato, definisce un punto di vista sul lavoro
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Nel laboratorio De Ponti utilizza polvere di pietra serena raccolta nelle cave di Vellano, tra le ultime attive tra Toscana ed Emilia-Romagna. La pietra serena è un’arenaria che presenta una colorazione grigio-azzurra, più intensa subito dopo il taglio o la lavorazione. La polvere che raccoglie viene definita “grigio Vellano”: è l’artista stesso a chiamarla così. Da quando si è trasferito in zona, questo materiale è diventato ricorrente nel suo lavoro. Nella sua ricerca l’attenzione è rivolta alle fasi di trasformazione più che alla definizione di un esito finale. Il lavoro si sviluppa attraverso diversi linguaggi: suono, disegno, pittura, scultura, fotografia, collage e assemblaggio. L’interesse si concentra sulle relazioni tra materiali e processi.





Tra i lavori, installazioni sonore realizzate con la pietra serena e una collaborazione con Tomaso Cecchi de Rossi, già incontrato nella rubrica visite d’atelier, per un oggetto sonoro in pelle. Parte del lavoro passa anche da quaderni, dove vengono raccolte prove e fasi di sperimentazione. Negli ultimi anni ha avviato un ciclo di lavori che definisce “Pirologi”, basato sull’uso del fuoco come pratica operativa. In questo ambito ha bruciato materiali prodotti nel tempo, tra cui vent’anni di bande sonore, trasformandone la cenere in nuovi lavori. L’interesse si concentra anche sugli scarti e su ciò che viene abbandonato, riportati all’interno del processo.




Nato a Milano nel 1980, Stefano De Ponti si è formato in Discipline Multimediali all’Accademia di Belle Arti di Milano, affiancando studi musicali. Dal 2005 presenta il proprio lavoro in diversi contesti, collaborando con artisti e realtà audiovisive. Dal 2020 è docente di comunicazione visiva e storia dell’arte nelle scuole secondarie della zona. L’insegnamento si affianca alla pratica. Tra i prossimi appuntamenti è prevista la partecipazione a VerdeArte 2026, residenza artistica al Mulino del Grillo a Stiappa, in programma ad agosto. L’iniziativa prevede un periodo di lavoro nel bosco seguito da giornate di apertura al pubblico con esposizioni e interventi diffusi.
Anne-Claire Budin – © Pistoia.Valdinievole.News, riproduzione riservata – 19/04/26
