Unione dei Comuni, distretti e tavoli di area interna: ma Pescia c’è? E con quale voce?
Se la montagna va difesa, la prima domanda – semplice, forse persino banale – è questa: Pescia oggi da chi è rappresentata nei luoghi dove la montagna si governa?
Nell’Unione di Comuni Montani Appennino Pistoiese Pescia ha un ruolo attivo? Siede ai tavoli politici e decisionali del Gal Montagna Appennino? E, soprattutto, con quale mandato e con quali istanze?
E ancora, a titolo d'esempio: nel neonato Distretto della Castagna, che dovrebbe valorizzare una delle identità produttive più forti della montagna, Pescia è rappresentata? Da chi? E perché – come molti amministratori fanno notare sottovoce – sembra che la voce arrivi più facilmente da Lucca che dalla Valdinievole.
Domande legittime, non polemiche. Perché se un Comune decide di parlare direttamente a Roma, saltando i livelli intermedi, forse è anche perché a valle qualcosa non funziona o non è stato presidiato fino in fondo. Ma allora il punto diventa un altro: quali istanze concrete Pescia ha portato in queste sedi? Progetti su PNRR, bandi europei, sviluppo delle aree interne? O la rappresentanza si è fermata alle buone intenzioni?
È qui che la politica locale dovrebbe misurarsi. Perché la montagna non si difende solo con comunicati indirizzati ai ministri, ma occupando i posti dove si costruiscono strategie, si intercettano risorse e si decide chi conta e chi resta ai margini.
Ed è lì, forse, che un vice sindaco dovrebbe andare ad alzare la voce. Con i piedi ben piantati a terra. E lo sguardo un po’ meno rivolto a Roma.
Andrea Vitali – © Pistoia.Valdinievole.News, riproduzione riservata – 2 gennaio 2026