Marco Grimaldi alla Galleria Civica di Montecatini

Il progetto Florilegio italiano – artisti invitano artisti vede la partecipazione di Marco Grimaldi che dona alla Galleria Civica un olio su tela, Svegliami.

Marco Grimaldi è artista di alto profilo, forte personalità ed incisiva razionalità; figlio dello scultore Gianni, si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera dove si diploma. Nel 1993 tiene la sua prima personale a Milano a cui segue, in rapida successione, una corposa serie di mostre ospitate sia in Italia, da Bergamo a Brescia, da Rimini a Roma e Viterbo, sia all’estero, tra Germania e Slovenia. La partecipazione, per ben 5 edizioni, ai progetti Da Brera al Giamaica e Nuovi Temperamenti curati da Paolo Minoli e Claudio Cerritelli, impegna l’artista in collettive ospitate da gallerie pubbliche e private, nazionali ed internazionali. La sua firma entra, così, a far parte di collezioni di rilievo: opere dell’artista arricchiscono, infatti, i nuclei di Casa per l’Arte della Fondazione Paolo Minoli (Cantù) e della Fondazione VAF di Stiftung (Francoforte sul Meno). L’artista ha partecipato anche alla collettiva Chronos. L’arte Contemporanea e il suo tempo tenutasi in varie locations del territorio bergamasco (2017) e alla rassegna Il Posto lo Spazio presso la Fondazione Adriano Bernareggi di Bergamo; presente anche al Museo Butti di Viggiù con Satelliti in Assetto Variabile (2018), ha allestito Radicarsi (2019) in collaborazione con lo scultore Franceso Diluca.
Su invito di Casa Testori, Grimaldi si presenta anche a Un’altra Primavera (2019) ospitata negli ambienti del Castello Oldofredi di Calcio. Tra le mostre che hanno contribuito a far conoscere e apprezzare massimamente il nome dell’artista si ricordano: Habitat (Seriate-2009), I luoghi dell’immagine (Milano-2012) e Mapping. Ridisegnare luoghi (Capalbio-2012); seguono Esperienza #01 (Rocca di Umbertide-2021), Dialoghi siciliani (Taormina-2021), Dialoghi in galleria di Marco Grimaldi e Gianluca Patti (Catania-2022). Nonostante Grimaldi descriva la propria Pittura come frutto della spiritualità dell’artista, i suoi lavori “tradiscono” un solido spessore concettuale; le sue tele traggono, infatti, linfa vitale da un lungo e ponderato lavoro di ricerca cromatica e tridimensionale. Grimaldi è un razionale indagatore dello spazio che studia con un approccio asetticamente architettonico; il supporto è inteso come area mentale, dimensione fisica da esplorare, entro cui la pittura è l’unico mezzo espressivo capace di materializzare pensiero e sentimento.
I protagonisti dei suoi lavori, colore e luce, sono elementi in dialogo reciproco, ciascuno secondo un proprio ritmo, in una sorta di “ripetizione variabile”; essi rinunciano ad una forma definita e definibile per farsi concetti immateriali ed imperituri nel tempo. Le modulazioni cromatiche restituite da questa cadenza ritmica danno vita ad una pittura che è magia; rarefatta e misteriosa, non è astrazione bensì voce e racconto derivanti dalla percezione stessa dello spazio. Svegliami è dunque un invito all’ascolto; le sfumature e gli impasti cromatici, l’affioramento dei toni, dal nero profondo al bagliore del bianco, sono le corde vocali attraverso cui la sua Pittura si mostra, si svela e si rivela agli occhi e alle menti di chi sa ascoltarla ed osservarla.

Redazione

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