Romagnoli all’assemblea di Toscana Nord chiede misure immediate sui costi energetici. Per Lucca, Pistoia e Prato stimati 435 milioni in più sul 2019.
Il costo dell’energia al centro dell’assemblea
Quasi 1,1 miliardi di euro nel 2026: è la stima della bolletta per gas ed energia elettrica dell’industria delle province di Lucca, Pistoia e Prato indicata da Confindustria Toscana Nord, contro gli 890 milioni del 2024. A parità di consumi, il confronto con il 2019 porta, secondo i dati illustrati dall’associazione, a 435 milioni di euro di costi aggiuntivi, pari a un incremento del 70%. I numeri sono stati presentati dalla presidente Fabia Romagnoli nella relazione all’assemblea del 17 settembre, ospitata a Pescia nello stabilimento Verallia Italia e dedicata al decennale dell’associazione e agli scenari economici fino al 2036. Romagnoli chiede un intervento “urgente, straordinario e immediatamente operativo” per le imprese maggiormente esposte ai costi energetici, da affiancare alle politiche strutturali.
Dalle misure immediate alle scelte per il 2036
La presidente distingue nella relazione tra interventi per affrontare la situazione attuale e strategie di medio-lungo periodo. Tra le misure strutturali indicate figurano nucleare, sviluppo delle rinnovabili, reti e sistemi di accumulo, semplificazione degli iter autorizzativi e interventi sui meccanismi europei di formazione dei prezzi e sul sistema ETS. “Non possiamo rispondere a un’emergenza del presente soltanto con soluzioni del futuro”, afferma Romagnoli. Confindustria Toscana Nord chiede inoltre infrastrutture, citando il completamento della terza corsia dell’A11, un sistema formativo più collegato alle esigenze produttive, collaborazione fra ricerca, università e imprese, semplificazione amministrativa e strumenti per sostenere gli investimenti.
Manifattura, intelligenza artificiale e giovani
Il quadro tracciato dall’associazione guarda anche al prossimo decennio. Secondo i dati anticipati di uno studio che Confindustria Toscana Nord sta realizzando con Prometeia, fra impatto diretto, indiretto e indotto il valore aggiunto manifatturiero delle tre province raggiunge 14,6 miliardi di euro, mentre il moltiplicatore del valore aggiunto del manifatturiero è indicato in 1,1. Romagnoli richiama inoltre il ritardo nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, citando il report Confindustria secondo il quale nel 2025 la utilizzava l’8,2% delle imprese italiane contro una media europea del 13,5%. Nel percorso verso il 2036, la presidente indica infine formazione, rapporto tra scuola e imprese, competenze e opportunità per i giovani tra i temi sui quali intervenire, insieme alla crescita dimensionale e alla collaborazione fra aziende.