«Viviamo l’ennesimo shock economico e geopolitico», afferma Fabia Romagnoli di Confindustria Toscana Nord.
L’allarme delle imprese
È forte la preoccupazione delle industrie di Lucca, Pistoia e Prato per le conseguenze economiche del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo quanto riportato da Confindustria Toscana Nord, i primi effetti si stanno già registrando sui mercati energetici e sui costi dei trasporti, con il prezzo del gas metano arrivato a 53 euro a megawattora dopo aver toccato anche quota 60.
Le dichiarazioni di Confindustria Toscana Nord
«Viviamo l’ennesimo shock economico, oltre che geopolitico, di questi ultimi anni – afferma in una nota la presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli –. Inevitabili le ricadute negative sui commerci internazionali». Sul fronte energetico interviene anche il vicepresidente con delega all’energia Tiziano Pieretti, secondo cui «l’impennata del prezzo del gas dimostra quanto il mercato energetico sia volatile e influenzato da dinamiche speculative». Il vicepresidente e delegato all’internazionalizzazione Massimo Capecchi sottolinea invece che l’incertezza internazionale e l’aumento dei costi energetici e logistici potrebbero incidere sulla competitività delle imprese esportatrici del territorio.
Energia, trasporti e commercio internazionale
Secondo quanto si legge nel comunicato, la situazione nello stretto di Hormuz sta incidendo sui collegamenti tra Asia ed Europa, considerando che da quel tratto di mare transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquido mondiale. Tra le conseguenze immediate viene indicato anche l’aumento dei costi assicurativi marittimi per le navi mercantili che transitano nell’area del Golfo Persico, con possibili effetti sui noli e sui prezzi delle merci.
Redazione – © Pistoia.Valdinievole.News, riproduzione riservata – 04/03/26
