specola

L’imponente riqualificazione è stata realizzata con il contributo di 3,5milioni di euro della Regione e di 2,5milioni dell’Ateneo fiorentino


Riapre nella storica sede di via Romana il Museo de La Specola, una delle eccellenze del Sistema Museale dell’Ateneo fiorentino. L’imponente riqualificazione, che ha riguardato 2.280 metri quadri, è stata realizzata con il contributo di 3,5milioni di euro della Regione e di 2,5milioni dell’Ateneo fiorentino, per un totale di 6miioni di euro.

Tredici le nuove sale espositive, per 700 metri quadri complessivi, dove trovano ospitalità i nuovi percorsi dedicati agli inizi della ceroplastica, alle cere botaniche e alla mineralogia, che affiancano da oggi le collezioni della zoologia e delle preziose cere anatomiche, il Salone degli scheletri, la Tribuna di Galileo e il Torrino astronomico, che ospitava l’osservatorio a cui La Specola deve il nome.

“Ci tengo tanto a questo museo – ha detto il presidente Eugenio Giani- che caratterizza Firenze ed è il segno della sua identità dal punto scientifico che nasce proprio nel periodo dell’illuminismo, quando a guidare la Toscana era il Granduca Pietro Leopoldo, che più di ogni altro seppe tradurre lo spirito riformatore dell'illuminismo in tutte le discipline. La Regione Toscana si è impegnata con 3milioni e mezzo per questa bellissima ristrutturazione, ed è per me motivo di orgoglio vedere rivivere queste stanze in cui viene illustrato il corpo umano con una scientificità unica al mondo. Le cere anatomiche – ha proseguito Giani-, che riproducono ogni parte del corpo umano in modo assolutamente verosimile e con una straordinaria attenzione per il dettagli, hanno formato generazioni di medici e attratto la curiosità e gli interessi di generazioni di giovani”.

Giani ha poi sottolineato l’impegno della regione nella cultura: “Siamo mettendo molte risorse nelle cultura– ha detto il presidente-, ricordando, fra gli altri, il restauro della Villa di Careggi nell’ambito degli uffici diffusi.

Il Museo, che fu inaugurato per la prima il 21 febbraio 1775 come “Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale”può contare anche su una nuova biglietteria e un nuovo bookshop, oltre che su nuovi impianti (elettrico, antincendio e di climatizzazione)

Redazione

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