Il messaggio di auguri del vescovo alla comunità della diocesi di Pescia.
Il fatto
Il vescovo di Pistoia e Pescia, Fausto Tardelli, ha diffuso il suo messaggio di auguri alla comunità della diocesi di Pescia.
Il messaggio
«Nonostante tutto, il mio ciliegio si è voluto vestire a festa. E' fiorito, quantunque sia ormai piuttosto vecchio e malandato; anche se la stagione ferisce ancora con lame taglienti di gelo. Lo guardo e lo ammiro. Ammiro la forza silenziosa di questo ciliegio che, tra poco, come se non bastasse, dopo la bellezza dei fiori, offrirà i suoi buoni frutti, molti agli uccelli del cielo ma anche a noi, suoi vicini di casa. E' una parabola quella del mio ciliegio? Direi proprio di si. E' un racconto senza parole, ma concreto, visibile. Racconta speranza, amore, ostinata forza del bene, oltre tutto ciò che contrasta e si oppone. E perché no? Ci racconta anche di Colui che - umiliato e appeso ad una croce - è risorto, sconfiggendo la morte e aprendo gli spazi umani a prospettive bellissime di pace e di gioia. Questi nostri tempi sono davvero sciagurati perché dominati dall'odio, dalla violenza e dalla guerra. Ci angosciano, ci lasciano interdetti. Come ci turba profondamente la passione di Cristo narrata dagli evangelisti se appena l’ascoltiamo con un po’ di attenzione. Allora come oggi, si tratta di una terribile storia di morte. E sentiamo forte la voglia di gridare a squarciagola che non ne vogliamo più sapere, urlando no alla guerra, no alla legge del più forte, no agli interessi economici sopra la giustizia e la verità, no all’uccisione di vittime innocenti, bambini, anziani, donne. Eppure, sentiamo ugualmente che queste grida che a volte riempiono le nostre piazze non bastano. Anzi, servono a poco se non si capisce che il seme del rancore, della rabbia contro l'altro, della gelosia e della ritorsione e della vendetta, ce lo portiamo dentro tutti e sempre riaffiora, maligno e distruttore, dal profondo di noi stessi, pronto ad esplodere nella banalità dei giorni quotidiani. Guardiamoci dentro allora con coraggio, prima ancora di gridare o mentre giustamente gridiamo. Riconosciamo di aver bisogno di un buon medico, di un Salvatore a cui affidarci totalmente. Non c’è davvero altra strada che quella di credere in Colui che ha detto: "Io sono la risurrezione e la vita"; in Colui che ha detto "vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come la da il mondo, io la do a voi". Quando capiremo che solo affidandoci con tutto il cuore a Lui possiamo trovare la nostra individuale salvezza e quella del mondo? Quando riusciremo finalmente a fiorire e a dare buoni frutti, nonostante tutto, come il mio ciliegio che, imperterrito, continua silenziosamente a raccontarci la speranza della vita?»
Il contesto
Il messaggio è stato diffuso in occasione delle festività e si rivolge alla comunità della diocesi di Pescia.
Redazione – © Pistoia.Valdinievole.News, riproduzione riservata – (3/4/26)
