me vannucci opere

Opere / Costellazioni è la seconda mostra della serie di dialoghi/incontri A due e vede come protagonisti Michelangelo Consani e Emanuele Becheri.


La Galleria ME Vannucci è lieta di presentare A due #2: Opere/Costellazioni, il secondo capitolo di una serie di dialoghi e incontri che creano un ponte tra artisti della galleria e figure selezionate direttamente da loro o individuate per affinità elettive. Questo progetto mira a esplorare la ricerca artistica come mezzo per riflettere sul presente da diverse prospettive.

Michelangelo Consani (Livorno, 1971), che inizia a collaborare con la galleria ME Vannucci nel 2021 con la mostra personale "Attraversò il campo di patate senza farsi alcun male", curata da Pier Luigi Tazzi, coinvolge in A due l'artista Emanuele Becheri (Prato, 1973). I due artisti, a loro volta, invitano l'artista e amico Francesco Carone a contribuire alla mostra con un testo.

Opere/Costellazioni rappresenta un invito a riflettere sulle tracce della scultura, e tale dialogo non a caso è iniziato da una conversazione quando i due artisti si sono ritrovati a lavorare in una fonderia ognuno alla propria opera. Da quel momento il dialogo si è aperto ragionando sui materiali 'classici' della scultura e non solo. In occasione poi dell'esposizione al Museo d’Inverno (un progetto di Francesco Carone e Eugenia Vanni nella sede della Contrada della Lupa di Siena dove ospitano periodicamente artisti chiamati non a esporre le loro opere ma la loro collezione), entrambi hanno presentano un'opera dell'altro, sottolineando la stima reciproca.

Michelangelo Consani considera simbolicamente le opere di questa mostra come frammenti di un unico autoritratto, prendendo come punti fermi alcuni momenti fondamentali della sua esistenza. Utilizza materiali classici della scultura come bronzo, marmo Nero del Belgio e marmorina. Le basi delle opere diventano parte integrante della scultura.

Emanuele Becheri presenta tre opere in terracotta che rappresentano alcuni dei 'temi' essenziali che l'artista sta maturando dal 2017, anno in cui ha iniziato a rivolgersi verso il mondo della plastica. Una Testa, una Figura e una Coppia dialogano fra loro e altresì instaurano, fra le righe, un discorso scultoreo con alcune opere di Michelangelo Consani laddove, in maniera diversa, maestri del passato hanno informato il loro pensiero nel tempo.
Nel percorso della mostra le opere di Consani e Becheri si osservano reciprocamente, quasi come se ciascuno raccontasse qualcosa all'altro.
La project room della galleria ospita, per la prima volta, due opere che sono il segno di una reciprocità e di una vicinanza, due opere destinate a non separarsi mai.

Biografie

Michelangelo Consani è nato a Livorno (1971), vive e lavora a Castell’Anselmo. La ricerca artistica che Michelangelo Cosani sta portando avanti da diversi anni sembra potersi iscrivere in quella genealogia di storie individuali che guardano agli orientamenti possibili, piuttosto che concepirsi parte di una narrazione già scritta e collaudata da altri. Questo vale tanto per il suo intendersi come artista che per la collocazione della sua ricerca nel panorama contemporaneo. Da diverso tempo infatti il suo lavoro si articola entro scarti minimi nella lettura dell’esistente: gesti semplici che operano sulla grammatica delle immagini, del discorso, dell’essere artista negli anni della crisi della produzione industriale, con le certezze dei suoi prodotti – siano questi alimenti preconfezionati, lampade di design o opere d’arte. Comincia nel solco della tradizione del contesto toscano da cui proviene: il disegno come orientamento nell’eredità dei maestri e la scultura come esplorazione della materia e delle tecniche che la controllano. Dal percorso iniziale vissuto come atipico scultore, Consani ha proceduto verso un esponenziale rallentamento della produzione, intesa come creazione di beni materiali, di oggetti da consumare, di feticci, per concentrarsi verso la messa in discussione delle categorie che determinano il nostro essere occidentali, moderni consumatori e quindi destinati ad essere costanti produttori.

Emanuele Becheri (Prato, 1973). Dopo la formazione presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze, esordisce alla metà degli anni Duemila secondo una visione “espansa” del disegno, inteso come dispositivo che interroga l'autorialità, la temporalità e la nozione stessa di traccia. Partito dai suoi elementi essenziali, come il contrasto tra ombra e luce, Becheri ha poi ampliato queste ricerche ad ogni tipo di media, dal filmico al fotografico, e di reciprocità autoriale, coinvolgendo esecutori esterni o fattori contestuali e aleatori. Dal 2010 fino al 2016, sotto il comune concetto di “Impression”, ha sperimentato sia delle tecniche grafiche auto-generative, sia delle performance sonore. Nel 2016, parallelamente all'attività performativa, inizia un percorso che dal disegno lo porterà alla scultura e dalla scultura alla fotografia come nella Residenza alla Galleria Nazionale dove ha iniziato un percorso legato ad un indagine fotografica in relazione alle sculture che sono state fondamentali nel suo percorso. Attualmente il suo lavoro è concentrato sulla Scultura sia in termini puramente plastici (terracotta) sia nella sperimentazione legata alla fusione in bronzo e altri metalli.

Info

GALLERIA ME VANNUCCI Via Gorizia, 122 Pistoia, Italia
tel.
+39 057320066 mob. +39 335 6745185
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