Indagine 2026 sulla società toscana: crescono preoccupazione e difficoltà economiche, centrale il ruolo del terzo settore
Il fatto
Il 47,6% dei toscani si dichiara spesso preoccupato per il futuro e il 44% convive con stress e ansia cronica. È quanto emerge dal Rapporto 2026 di Cesvot “Una Regione sotto pressione. Cittadini, volontariato e vita sociale in Toscana”, realizzato da Sociometrica su un campione rappresentativo della popolazione. Secondo quanto riportato, il 39,5% percepisce il proprio reddito come insufficiente e circa 220.000 persone si trovano in una condizione di emergenza reddituale, mentre il 96,5% rileva un aumento della conflittualità sociale.
Le dichiarazioni
«L’indagine ci restituisce l’immagine di una Toscana sotto forte pressione economica ed emotiva», spiega Antonio Preiti, curatore della ricerca, sottolineando che «la rete della solidarietà regge» e il volontariato si conferma un elemento centrale. «Questi dati ci raccontano una società che vive sotto una pressione crescente», afferma il presidente di Cesvot Luigi Paccosi, evidenziando che il volontariato rappresenta «uno degli anticorpi più importanti» per mantenere la coesione sociale e sostenere le fasce più fragili.
Il contesto
Il rapporto evidenzia come il 79,3% dei toscani consideri i volontari una risorsa fondamentale e il 55,3% ritenga che il terzo settore svolga funzioni insostituibili. Emergono anche differenze generazionali: gli over 50 restano la base delle associazioni strutturate, mentre i giovani partecipano soprattutto in forme spontanee. Secondo quanto illustrato, tra le priorità indicate vi sono il rafforzamento del riconoscimento istituzionale, la continuità dei progetti e una maggiore collaborazione tra enti pubblici e volontariato.
Redazione – © Pistoia.Valdinievole.News, riproduzione riservata – (28/3/26)
