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Tutti il giorno le notizie per Pistoia e la Valdinievole
Si è chiusa con l’approvazione unanime del bilancio preventivo di cassa 2022 l’assemblea ordinaria del 10 dicembre 2021, a Pistoia presso la Capannina in località il Bottegone, dei soci dell’Associazione Vivaisti Italiani (AVI), soggetto referente del Distretto rurale vivaistico ornamentale di Pistoia. Le uscite ed entrate previste (a pareggio) sono di 138.500 euro, ormai digerite le spese per l’acquisto della nuova sede. Fra le uscite, previsti 12 mila euro per la prosecuzione del progetto di formazione del Gruppo Operativo (GO) Autofitoviv “Buone pratiche per l’autocontrollo e la gestione fitosanitaria sostenibile nel vivaismo ornamentale”, di cui AVI è coordinatore, e 63.700 euro per tutte le altre attività di promozione e progetti di ricerca e di partecipazione a bandi a favore delle aziende vivaistiche. Mentre sono sostanzialmente stabili, come illustrato dal revisore dei conti Paola Fanti, le prudenziali voci d’entrata preventivate: 51.500 euro dalle quote associative e 75.000 euro dalle sponsorizzazioni, oltre ai 12 mila euro di contributi ricevuti per coprire le spese di Autofitoviv. Un’assemblea a cui sono intervenuti fra gli altri, dopo la relazione del presidente Luca Magazzini, l’assessora comunale alle politiche ambientali Gianna Risaliti, il vice presidente della Provincia Gabriele Giacomelli, la consigliera regionale Federica Fratoni e il senatore Manuel Vescovi in rappresentanza delle istituzioni politiche. E in cui ha preso la parola anche il presidente del Distretto vivaistico di Pistoia Francesco Ferrini, che si è soffermato su quanto fatto nei primi cinque mesi di attività dal momento dell’insediamento e sui progetti futuri. Con attenzione particolare a quanto si sta facendo per rendere sempre più sostenibile il distretto, come ad esempio incontri con aziende produttrici di macchinari e prodotti nuovi volti ad aumentare la sostenibilità ambientale salvaguardando quella economica, e al rischio che l’eccessivo aumento della domanda di piante provochi l’import di piante dall’estero di qualità genetica, sanitaria e morfologica inferiore, con tutti i rischi fitosanitari connessi. «Innanzi tutto voglio sottolineare – ha dichiarato il presidente di AVI Luca Magazzini – i risultati complessivamente positivi su due questioni ambientali che ci stanno a cuore. L’altro giorno il report dell’Arpat sullo stato di salute delle acque ha confermato che le acque di falda pistoiesi sono negli standard di qualità e quelle destinate alla potabilizzazione sono nella classe di qualità più elevata, ma anche che nei corsi d’acqua con alcuni valori fuori norma di residui di fitofarmaci c’è una generalizzata tendenza al miglioramento. Poi oggi la presentazione della ricerca dell’Ispro e della Fondazione Pofferi su “Mortalità e rischio cancerogeno nei florovivaisti” in cui è stato riportato che l’incidenza della mortalità in generale e anche dei tumori è inferiore alla media toscana a Pistoia, a parte 3 o 4 tipologie sulle circa 40 indagate. E, come sottolineato oggi dalla direttrice della Fondazione Sandra Fabbri alla nostra assemblea, si tratta di studi che arrivano al 2015, pertanto effetto in gran parte di un modo di fare vivaismo non aggiornato alle ultime pratiche innovative. Basti pensare che l’impegno esplicito all’autoregolamentazione sulla salute previsto nel “Carta dei valori” del Distretto risale al 2017. Quindi i nuovi dati dovrebbero essere ancora migliori. Questo non significa che non cercheremo di migliorare ulteriormente nell’uso dei fitofarmaci sia sul fronte dell’impatto sulle acque che per la salute di noi operatori». «Riguardo all’attività dell’associazione, si procede bene, come da programma – ha continuato Magazzini -. I soci sono sostanzialmente stabili e abbiamo portato avanti tutti i progetti avviati e con successo, visto che adesso, da circa metà novembre, finalmente, è stato deliberato dalla Regione Toscana il contributo da 4,5 milioni di euro per il Pid “Vivaismo per un futuro sostenibile”, un progetto da 11,5 milioni di euro di investimenti a cui partecipano con 7 milioni di tasca propria 39 aziende del distretto vivaistico pistoiese. Le aziende sono già partite, ma adesso hanno la certezza di ricevere i contributi regionali». A proposito delle prossime tappe, Magazzini ha segnalato che AVI è «in contatto con le organizzazioni di categoria agricole nazionali per costruire, a proposito del decreto contro le pratiche sleali, dei contratti quadro di riferimento per il comparto vivaistico che consentano di non ingessare per troppa burocrazia la nostra attività, ma al tempo stesso assicurare i requisiti previsti dalla nuova normativa: la durata dei contratti, il fatto che siano scritti e la previsione di tempi certi di pagamento. Insomma tutti i presupposti per combattere le pratiche sleali». Mentre sul fronte dell’eco-sostenibilità «AVI sta interloquendo, come detto anche dal Prof. Ferrini, con aziende di tecnologie meccaniche dotate di sensoristica avanzata per testare la possibilità di applicazioni in grado di ridurre l’uso degli erbicidi anche nelle coltivazioni in pieno campo e non solo in vaso come ora con le pacciamature naturali. Nella settimana fra Natale e Capodanno saranno effettuate delle prove con macchine per il taglio meccanico dell’erba per vedere se possono essere adattate alla complessità dei vivai ornamentali». Infine, Magazzini ha annunciato che «sul PNRR siamo nella fase di costruzione della squadra dei tecnici che progetteranno la domanda per il bando come AVI in quanto capofila di distretto. La soglia di investimento minimo è pari a 4 milioni di euro e bisogna verificare se c’è il numero sufficiente di aziende per raggiungere tale soglia. Stiamo vagliando inoltre anche la possibilità che il progetto includa sinergie tra il distretto vivaistico ornamentale e il distretto forestale della Montagna Pistoiese. Il bando non è ancora uscito, dovrebbe uscire a dicembre o al massimo a gennaio, e avrà una durata di 90 giorni, quindi bisogna farci trovare pronti, perché c’è pochissimo tempo».
Redazione
In merito all'ultimo tentativo di vendita delle Terme andato in fumo la Regione, ieri alle 18.06, è scesa in camp con un intervento congiunto firmato dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall’assessore Stefano Ciuoffo, che ha il coordinamento delle partecipazioni regionali sulle tematiche economico finanziarie. «Il percorso avviato per la sottoscrizione delle quote di maggioranza della società Terme di Montecatini Spa – riporta il comunicato da Firenze – è terminato con la conclusione dell’istruttoria svolta da parte dell’amministratore unico. Le condizioni minime ed essenziali, affinché possa essere considerata valida l’offerta da parte dell’unico soggetto che ha manifestato interesse all’avviso, sono venute meno. Regione Toscana seguendo gli indirizzi che il consiglio regionale ha definito nel Piano delle razionalizzazioni delle società partecipate e tenuto conto della grave situazione economico-finanziaria della società, chiederà la convocazione dell’assemblea straordinaria per assumere gli atti necessari ad affrontare lo stato di crisi. Si apre una nuova fase che dovrà essere affrontata con la massima concretezza e lucidità individuando priorità condivise nel piu generale interesse di Montecatini».
Anche il presidente di Apam Federalberghi, Carlo Bartolini, è intervenuto: «Nel periodo più buio del turismo montecatinese a causa della pandemia – dice – viviamo anche questa sconfortante situazione delle Terme. La società ha vissuto anni d’incapacità manageriale specifica del settore (da noi ripetutamente richiesta) e di non condivisibili scelte da parte della proprietà, fattori che hanno condizionato negativamente le potenzialità di sviluppo. Ma le Terme non rappresentano più solo un patrimonio della città o della Toscana, ma dell’intera umanità. Da cui dovrebbe derivare una responsabilità morale, oltre che aziendale, da parte della proprietà di aprire un rapido confronto con il Governo e i ministeri che già ci hanno sostenuti nel percorso Unesco. E’ bene quindi che sia aperto un dialogo con Mibact e Mise e ora è indispensabile che anche il sindaco, oltre che per Firenze, acquisti anche un abbonamento ferroviario per Roma, affinché dialoghi con il ministro Garavaglia (e con lui il Governo) al fine di rendere concreto l’impegno da lui assunto durante l’incontro di questa estate con le forze sociali svoltosi al Tettuccio sul futuro delle Terme e su un ipotetico piano B. Fondamentale, a questo scopo, è che anche il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore Stefano Ciuffo interfaccino gli uffici regionali con il ministero per un’ampia strategia».
Redazione
Come dichiarato da Marcello Laugelli, senior advisor business & product development: «Essity crea la nuova divisione Consumer tissue private label in Europa ed è previsto che gli stabilimenti di Porcari e Collodi entrino a far parte di questo progetto. Altopascio continuerà a realizzare prodotti a marchio Tempo e Tork».
«Parte integrante della fase di impostazione del progetto – aggiunge Laugelli – è la riallocazione dei volumi di produzione e di altri asset tra i vari stabilimenti, con l’obiettivo di equilibrare i volumi stessi tra gli impianti produttivi in Europa. Di conseguenza, per incrementare la competitività della nuova divisione, il progetto prevede che i siti di Porcari siano dotati di nuovi equipaggiamenti che permetteranno di continuare a produrre Tempo e Tork, oltre ad avere acquisito nuovi volumi nelle private label; non ci saranno cambiamenti sostanziali nei volumi del sito di Collodi. Altopascio continuerà a produrre principalmente fazzoletti Tempo e prodotti Tork, senza sostanziali variazioni dei volumi complessivi. Allo stato attuale non sono previste variazioni di numero nel personale».
«Essity – conclude Laugelli – agisce nel rispetto dei propri valori, con la volontà di continuare il dialogo con tutte le parti e confermando il desiderio di cooperare allo scopo di trovare una soluzione costruttiva».
Valentina Mercanti e Marco Niccolai, consiglieri regionali Pd affermano che: «L’annuncio di Essity di mantenere la produzione negli stabilimenti di Porcari e Collodi coi marchi Tempo e Tork è motivo di grande soddisfazione e premia la mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati, l’impegno delle istituzioni locali e della Regione che si sono adoperate in questi mesi per scongiurare ogni ipotesi di delocalizzazione».
Redazione
Sono in arrivo oltre 5 milioni di euro di finanziamento a fondo perduto per la montagna. La manovra è già inserita nel bilancio della Regione
La manovra per «salvare la montagna» è già inserita nel bilancio della Regione in via di approvazione e riguarda nove comuni montani: sei dell’Abetone e tre dell’Amiata.
Nello specifico 4milioni e 100mila euro saranno destinati a dare ristoro, con contributi della Regione e del Governo, a tutti gli operatori che hanno subito perdite economiche consistenti, almeno il 20%; 800mila euro saranno destinati ai Maestri e dalle Scuole di Sci per coprire le perdite patite ed infine 730mila euro serviranno come ristoro alle spese correnti.
La manovra sostanziosa è stata illustrata dall'assessore all'economia Leonardo Marras che durante una serata al Cinema Teatro Amiata di Abbadia San Salvatore ha incontrato gli amministratori dei comuni amiatini e una rappresentanza di operatori.
«L’attività turistica della montagna - ha detto l’assessore - non può vivere con la sola stagione estiva. Quella invernale, sottoposta ai cambiamenti climatici, deve essere sostenuta, per dare prospettive di sviluppo».
La buona notizia è che le piste da sci sono in ottimo stato, l’impianto di innevamento artificiale sta producendo neve e il campo scuola della vetta Amiata ha aperto supportato dal tapis roulant per risalire la pista, in attesa della neve dal cielo.
Redazione
Porcari Comune amico delle api, spesso al centro di previsioni catastrofiche, con la diminuzione di questi insetti che rischia di mettere in crisi le risorse dell’intero pianeta. E allora bisogna fornire un contributo tutti. La giunta del Municipio del paese famoso per la Torretta lo fa aderendo al progetto che coinvolgerà gli alunni delle scuole e che si intitola “Viva le api“, in collaborazione con l’associazione più grande dei produttori di miele della Toscana, con oltre 900 associati. Il progetto è finanziato anche con il contributo di Ascit. «L’apicoltura è una pratica millenaria - spiega il sindaco Leonardo Fornaciari - che tutela una delle nostre risorse fondamentali, la biodiversità. Parliamo spesso di cultura ambientale sostenendo che gli adulti non sono sensibili a certe tematiche». «Allora ci proveremo con i più piccoli - aggiunge il primo cittadino di Porcari - , che poi saranno ovviamente coloro che governeranno domani e quindi, magari, già sensibilizzati a queste esigenze. Una proficua iniziativa, a cura dell’assessore Franco Fanucchi». «L’obiettivo - prosegue il sindaco - è far emergere nelle scuole dell’infanzia e alle primarie, le elementari, l’importanza di questi animali, far conoscere ed approfondire il loro mondo e quanto si rivelino determinanti e, di conseguenza, per l’ecosistema e la tutela della vita sulla Terra. Sta comunque a noi adulti - conclude il sindaco Fornaciari - fare uno sforzo ed uscire dalle nostre abitudini e concentrarci maggiormente sulla Natura». Fin qui Fornaciari. In futuro non è escluso che si possa seguire l’esempio di Capannori, dove chi pianta specie vegetali “amiche“ delle api, avrà agevolazioni, anche sotto forma di sgravi fiscali, come uno sconto sulla tassa rifiuti ad esempio.
Redazione
Stop all’energia elettrica venerdì dalle 09:00 alle 16:00. L'interruzione della distribuzione dell’energia elettrica è causata da lavori sugli impianti nelle seguenti strade (alcuni numeri civici): via Paradiso. Provinciale Lucchese, via Rossini, via Catalani, via Verdi. Per informazioni sui lavori programmati potete consultare il sito edistribuzione.it.
Redazione
I commercianti di via Roma sono in difficoltà a causa dei lavori in corso in questo periodo. Sulla questione interviene Chiara Venturi, portavoce del circolo fratelli d’Italia San Marcello Piteglio. «Appoggiamo le preoccupazioni dei negozianti di via Roma che, nonostante le rassicurazioni che avevano avuto dal Comune, sono costretti a trascorrere il periodo festivo 2021 in “lockdown”. Stavolta non per colpa del virus, ma per una pessima gestione dell’amministrazione che non ha calcolato bene i tempi dei lavori in via Roma, nonostante fosse stato chiesto di iniziare gli interventi stradali a inizio settembre per non compromettere il periodo Natalizio, tanto atteso per ritornare a vendere ai livelli pre-covid. Gli imprenditori vengono nuovamente penalizzati dalle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, tutte del centrosinistra, eppure andrebbero invece ringraziati perché resistono».
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