Un tempo l'arancio amaro, Citrusaurantium, punteggiava le campagne, accolto vicino ai muri delle case o all'interno degli orti. Detto anche "melangolo" o arancio forte, è un piccolo albero sempreverde, coltivato da epoche immemorabili per i suoi oli essenziali estratti da foglie, frutti e fiori. Pianta rustica e facile da coltivare nei climi non troppo freddi, dona bellissime fioriture in primavera, quando sulla pianta si trovano anche i frutti vecchi e i frutti nuovi. Si può riprodurre da seme, mettendo a dimora direttamente in vaso a dicembre, in Luna crescente, la metà dei frutti maturi con terriccio e torba soffice, diradando, ovvero lasciando una piantina per vaso, nella primavera successiva. Dalle foglie si estrae un olio tonificante con effetto "addolcente" sul cuore, da cui elimina la tristezza. La buccia è un ottimo digestivo, mentre il succo dei frutti che si raccolgono a dicembre è l'ideale in cucina per sgrassare le carni arrosto o per condire fagioli e cavolfiori. La curiosità: dai fiori, le zagare, si estrae un'essenza detta "neroli". Prende il nome dalla duchessa Anna Maria Orsini di Nerola, che nel '600 la usava per profumare i guanti e fare bagni.
Sono arrivati da un campo con la refurtiva e se la sono caricata con calma sull’auto prima di venire intercettati dai carabinieri prima e dalla polizia stradale poi, con tanto di inseguimento sulla Firenze-Mare. E’ accaduto a Badia Pozzeveri, frazione di Altopascio. Ma questo è solo l’epilogo di uno dei tanti furti perpetrati nella Piana nelle ultime ore. Se c’è stato un collegamento diretto con i colpi messi a segno nelle vicinanze lo stabiliranno le indagini.
Giovedì 17 dicembre, alle ore 21, al Teatro delle Arti di Firenze (via G. Matteotti 5/8 - Lastra a Signa) si esibirà il Quintetto di Ottoni e Percussioni dell'ORT con le più belle colonne sonore del cinema
Da ForrestGump a Per un pugno di dollari, da La leggenda del pianista sull'oceano a Nuovo Cinema Paradiso… Le grandi colonne sonore del cinema escono per una sera dal grande schermo e invadono il Teatro delle Arti di Lastra a Signa.
Il concerto che vede protagonista il Quintetto Ottoni e Percussioni dell’Orchestra della Toscana. E ovviamente la musica. Brani e arie a firma di EnnioMorricone, John TownerWilliams, Hans Zimmer e molti altri compositori prestati alla settima arte.
Guidato dalla prima tromba Donato De Sena, l’ensemble è tutto composto da prime parti dell’Ort: Guido Guidarelli alla tromba, Paolo Faggi al corno, Stefano Bellucci al trombone, Riccardo Tarlini alla tuba e Morgan Tortelli alle percussioni. Come consuetudine, il concerto avrà un’impronta informale e divertente, con svariati momenti di interazione con il pubblico.
Nella sua ventennale carriera, il Quintetto Ottoni e Percussioni dell’ORT ha suonato con i più grandi direttori, da ZubinMetha a RafaelFrühbeck de Burgos, da Riccardo Muti, Myung-WhunChung a Luciano Berio.
La formazione ha all’attivo tre i cd: due dedicati alle musiche da film per la casa discografica Azzurra, di cui il primo con la partecipazione del pianista Andrea Lucchesini, il terzo con le composizioni di Astor Piazzola per la Naxos. Arrangiatore e concertatore dell'ensemble è Donato De Sena. Spettacolo nell’ambito della stagione 2015/2016 del Teatro delle Arti realizzata in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo. CENAINTEATRO - Per chi lo desidera alle ore 20 il Teatro delle Arti propone Cenainteatro con buffet e drink a 6 euro.
Orario: Inizio spettacolo ore 21 Biglietti: Posto unico intero 15 euro - ridotto 13 euro (10 euro ridotto under 21) - Riduzioni: under 21, over 65, soci Coop, soci BCC, soci Biblioteca Comunale e Amici del Museo Caruso, abbonati stagione teatrale 2014/2015 Info e prevendite: Teatro delle Arti - viale Matteotti 5/8, Lastra a Signa (FI) - tel. 055 8720058 - 331 9002510 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.tparte.it Orari biglietteria: martedì 10-13, mercoledì e venerdì 17-20. La biglietteria sarà aperta inoltre in tutte le serate di spettacolo e di proiezione film
Ci troviamo in un Teatro di Marionette dismesso, in un luogo dal sapore incantato, a raccontare una storia che vede come protagonista proprio un burattino, creato di proposito per calcare le scene. A ben vedere, però, c’è un curioso ribaltamento in atto: anziché essere i pupazzi a rappresentare gli esseri viventi sono invece gli esseri umani, gli attori, a rappresentare dei burattini.
Ad accompagnarci in questo mondo liminale, frontiera magica tra sogno e realtà, è la figura enigmatica della Fata-bambola turchina, che si anima, con movimenti plastici e un fare straniato, per raccontare le peripezie di Pinocchio.
È lei la narratrice-manipolatrice della storia che, usando costantemente trucchi teatrali, guida Pinocchio nelle sue avventure disavventure iniziatiche. L’intento dello spettacolo è ritrovare quella forza originale del testo che nel tempo si è perduta, quell’atmosfera un po’ polverosa e usurata, ma anche cruda e ironica.
TEATRO METASTASIO PRATO, 12 DICEMBRE
PINOCCHIO
Liberamente ispirato a Le avventure di Pinocchio: storia di un burattino di Carlo Collodi dedicato al Maestro NikolajKarpov, regia e drammaturgia LuanaGramegna, con Gianluca Gabriele, Giulia Viana, Enrica Zampetti, produzione Zaches Teatro 2013/2014, in collaborazione con Fondazione Sipario Toscana onlus – La Città del Teatro, Regione Toscana, Kilowatt Festival e IMacelli di Certaldo
L’Associazione “Per Boboli” è lieta di invitarvi martedì 15 dicembre 2015 alle 17.30 per la conferenza “Lincei e Cimento: due Accademie al servizio della botanica barocca” tenuta dal Prof. Francesco Solinas, Maître de Conférences al Collège de France di Parigi, e introdotta dal Prof. EikeSchmidt e dalla Dott.ssa EleonoraPecchioli. L’incontro, patrocinato dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze, si terrà presso il Teatro del Rondò di Bacco (Piazza Pitti 1 - Firenze).
Agli albori del XVII secolo, tra Firenze e Roma, nasceva la botanica moderna. Dagli Orti medicei ai sontuosi giardini romani si diffondevano nuove specie e se ne studiavano le particolarità in un dialogo serrato tra scienziati, artisti e grandi mecenati. Il perfezionamento del metodo comparativo in seno alla romana Accademia dei Lincei (1603-1630) ampliava le funzioni del disegno scientifico e della pittura naturalistica quali soggetti e vettori delle nuove scoperte. A seguito della morte del principe Federico Cesi (1630) e della condanna di Galileo (1633), si assiste alla ripresa medicea delle ricerche Lincee nelle attività dell'Accademia del Cimento (1657-1667).
Settima edizione per il festival letterario e premio Garfagnana in Giallo che si terrà tra venerdì 27 e domenica 29 novembre. con eventi, incontri e cene con delitto tra Lucca, Barga e Castelnuovo. L'evento, creato da Andrea Giannasi e da lui stesso curato insieme a Fabio Mundadori, ha il patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Lucca, Unione dei Comuni della Garfagnana, Comune di Barga e Comune di Castelnuovo di Garfagnana.
"Una prova evidente dell'apporto fornito dai festival culturali decentrati, presenti in tutta la regione, nell'arricchire il nostro patrimonio di cultura con la viva linfa delle tendenze più varie, qui letterarie, evidenziandone le componenti migliori e la capacità di rinnovamento – sostiene la vicepresidente e assessore alla cultura Monica Barni -. Nel caso specifico si offre riconoscimento ad un filone di scrittura che ha trovato in Italia, con un intervento toscano importante, la capacità di portare un contributo originale e all'altezza dei migliori esempi internazionali".
Questa edizione 2015 vedrà salire sul palco oltre cinquanta scrittori di noir, polizieschi e gialli provenienti da tutta Italia. In campo anche molte case editrici: tra queste Rizzoli, Marsilio, e/o, Giunti, Guanda, Tra le righe libri, Sellerio, Novecento, Atelier, Leone, Varum insieme a tante altre.
Il battesimo della creazione della compositrice Roberta Vacca ‘Note di gusto – musimenù all’italiana per soprano, due flauti e quintetto d’archi’ (2015) è avvenuto l’8 novembre alla Sala Vanni di Firenze durante il concerto spettacolo del festival fiorentino “Terra – gastronomia musicale”. Interpreti Silvia Tocchini e l’Ensemble Nuovo Contrappunto diretto da Mario Ancillotti.
«Rintracciare la ‘tonicità’ (ricostituente) di alcuni ingredienti locali a me particolarmente cari». Così scrive la compositrice Roberta Vacca nelle prime righe dell’insolito libretto della sua creazione “Note di gusto – musimenù all’italiana per soprano, due flauti e quintetto d’archi” (2015). E subito dopo aggiunge: «attraverso un piccolo percorso eno-gastronomico ho voluto evidenziare alcune peculiarità linguistiche regionali che, associate a sotterranee citazioni di musica popolare, ‘armonizzano’ gli appetiti secondo vari gusti!»
Il musimenù di Roberta Vacca è stato composto appositamente per il festival fiorentino Suoni Riflessi, su sollecitazione del direttore artistico Mario Ancillotti. La prima esecuzione è avvenuta l’8 novembre alla Sala Vanni di Firenze durante il concerto-spettacolo “Terra – gastronomia musicale” presentato dal musicologo Alberto Batisti, direttore di Rete Toscana Classica. Interpreti il soprano Silvia Tocchini con l’Ensemble Nuovo Contrappunto: Mario Ancillotti flauto e direzione, Silvia D’Addona flauto, Pino Tedeschi e Matilde Urbani violini, Edoardo Rosadini viola, Alice Gabbiani violoncello, Riccardo Ragno contrabbasso.
Ecco alcuni frammenti audiovisivi dell’esecuzione delle ricette regionali musicate da Roberta Vacca e cantate in questa occasione da Silvia Tocchini con i relativi testi scritti. In tutto si tratta di cinque ricette regionali intercalate da tre sorsi musicali di Brunello di Montalcino puramente strumentali: “la piadena a la rumagnôla” (Emilia Romagna), “struncatura c'a n'duja” (Calabria), “pecora alla cottora” (Abruzzo), “cannola ca ricotta” (Sicilia) e “si licorifatucun sa mutauci” (Sardegna).
Primo sorso di Brunello, piadina romagnola e secondo sorso di Brunello
1-Brunello di Montalcino: I sorso (Toscana) [dur. 10” ca.] – per ensemble 2-Piadena a la rumagnôla (Emilia Romagna) [dur. 1’40” ca.] – per soprano e quintetto d’archi
L’è la piòrumagnôla dal specialitêrumagnôli. L’è un pâ sanza lévddlapiòintigausânza, còtint la lastra d’sas o int la tègiad’tëracota messa sôra a la fiamba viva. Impastétzenczent gram ad farénacumtarzent gram ad gras, sêl, un pizgòt ad bicarbunê e tânt’aguatévdaquânta u n’ vò par fê un impastpiòtòstdur. Stindìl in zircgròs circa mezcentematar e de diametar ad quendgcentematar. Cusi la pìsôra e’ tëst o la lastra, ziréndola spes e furéndla ad sôracun al pônt d’una furzéna. La s’mâgnaspachêda in du, imbutìda ad furmàjmurbi (squaquarôn) o ad fetrusêdid’panzèta, o ad chévul a la rumagnôla (u j è la rizèta). Al bon piadiìn fati in ca a gli ha da éssarsemparacumpagnêdi da un bëlpöd’venròs (sansvéis o cagnena).
3-Brunello di Montalcino: II sorso (Toscana) [dur. 5” ca.] – per soprano, due flauti e violino
Frammento finale della ricetta abruzzese “Pecora alla cottora”
5-Pecora alla cottora (Abruzzo) [dur. 3’ ca.] – per soprano e quintetto d’archi
[…] Mettatengipocuvinubiancu e feciatelosvaporà. Mettatetuttu co la pecora dentru la cottora e po’ recropatetuttu co l’acqua bollente, feciate bolle, aggiustate co lo sale e pocu pepe e dopo circa n’oretta calatengi poche patane e feciatelecoce bone cuscì se squajano e se quaja pure jubrodu. Po’ all’urdimu‘ngi mettete l’atre patane e quanno so cotte e la ciccia se stacca daj’osso se po magnà.
Parte iniziale della ricetta sarda “Si licorifatucun sa mutauci” e ultimo istante con applausi
8-Si licorifatucun sa mutauci (Sardegna) [dur. 1’40” ca.] – per soprano e quintetto d’archi Ainnàntidèpis(i) sciacuài sa mutàucicunamòri, ponìdda-ins'àlcoolaìntrude-un'ampùlla 'e bìrdi po chìmberidìsi. Ammàintza (i) su (i)sciròpu, s'àcua e su tzùcuru: fai buddìris'àcuaind'ùnapìngiara, càndu est (i)sfridèndi, aciùngi su tzùcuru e du abbulìgias po du fai sciòlli. Càndus'iscìropu est(i) frìdu…
Pescia: siterràdomani, sabato 14 novembre, nellasala del Palagio a partiredalle ore 17:15 la presentazione del illibro a curadi Paolo Vitali, “In Ricordodi Luigi Salvagnini”.
Il libroraccogliegliatti del convegnosvoltosisempre al Palagio lo scorso 8 febbraio e ricordal’illustrefiorentino (Firenze 1929 - 2013) chedichiaròilsuo amore per Pescia e la Valdinievole, scrivendone per oltre 40 anni.
L'associazione "AmicidiPescia" con questovolumettodi 120 pagineintendericordareilsuopiùillustrepresidente e fondatoreedinoltre i 25 annidiintensaattivitàculturale.
Il libroèeditodaEdizioniVanninidiBorgo a Buggiano (PT).
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A Verona confronto internazionale su volatilità, dazi Usa e Piano Olivicolo Nazionale. L’Italia produce fino a 350 mila tonnellate nelle annate migliori ma commercializza circa un milione: il tema della stabilità produttiva torna centrale.
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