fabia romagnoli

Dalla geopolitica alla manovra di bilancio, fino al momento di transizione che investe la Toscana Centro Nord e le elezioni di Pistoia e Prato: l’analisi della presidente di Confindustria Toscana Nord, Fabia Romagnoli.


Il 2026 si apre, nella lettura di Fabia Romagnoli, con un quadro internazionale ancora segnato da forti incertezze politiche ed economiche. La pace resta la priorità assoluta, prima sul piano umano e poi su quello economico: i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente continuano a condizionare mercati, scambi e prospettive di crescita, mentre il rischio di nuovi fronti resta una variabile tutt’altro che teorica. In questo contesto si collocano anche le tensioni sul commercio globale, con i dazi americani che hanno inciso negativamente sul principio del libero scambio.

Lo sguardo si sposta poi sulla dimensione europea. Qui, secondo la presidente di Confindustria Toscana Nord, al peso del quadro geopolitico si sommano fattori strutturali come quello valutario, che penalizza l’export verso gli Stati Uniti. Dall’Unione europea arriva un segnale considerato positivo ma ancora insufficiente: il superamento del divieto totale dei motori endotermici dal 2035 e l’apertura al principio della neutralità tecnologica. Un cambio di passo letto come un primo riconoscimento della necessità di affrontare la sostenibilità ambientale con pragmatismo, senza ignorare quella economica. Restano centrali, ma non replicabili in futuro, anche le risorse del PNRR che hanno sostenuto il PIL nazionale.

Il livello nazionale entra in gioco con la manovra di bilancio 2026. Romagnoli sottolinea come l’azione di Confindustria abbia contribuito a correggere un’impostazione iniziale giudicata poco convincente. Tra le misure di maggiore interesse per il sistema industriale dei territori figurano l’estensione dell’iperammortamento fino al 2028 e il ripristino della possibilità di compensare i crediti d’imposta con contributi previdenziali e premi INAIL, a tutela della liquidità delle imprese. Più critico il giudizio sulle risorse destinate a Transizione 5.0, mentre il tema dell’energia – tra Energy release 2.0 e differenziale di prezzo del gas – resta uno dei principali nodi di competitività.

Solo a questo punto l’analisi arriva al livello locale, che la presidente definisce esplicitamente come una fase di “transizione”. Il recente riassetto della Regione Toscana, pur nella continuità politica, apre una stagione nuova nei rapporti istituzionali: i primi contatti si sono svolti in un clima collaborativo, ritenuto essenziale per un ente che ha competenze decisive su fondi europei, ambiente, lavoro e formazione. In questo quadro si inseriscono anche le elezioni amministrative anticipate del 2026 a Pistoia e Prato, passaggio politico rilevante che rende ancora più necessario un dialogo costante tra amministrazioni e sistema produttivo, in un territorio dove il rischio di deindustrializzazione non è percepito come emergenza, ma non può essere sottovalutato.

Andrea Vitali – © Pistoia.Valdinievole.News, riproduzione riservata – 2 gennaio 2026

 
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