Un inchino a Enrico Morteo e Daniele Ledda: curatela rigorosa e allestimento magistrale danno forma a una grande mostra dedicata a Ettore Sottsass.
Un inchino, prima di tutto, a Enrico Morteo e Daniele Ledda. Il curatore e il progettista dell’allestimento hanno lavorato in perfetta sintonia per costruire a Palazzo Buontalenti una mostra che non è soltanto una grande retrospettiva su Ettore Sottsass, ma una vera esperienza di pensiero e di spazio. Quando curatela e allestimento dialogano con questa precisione, il risultato non è un semplice percorso espositivo: diventa un racconto coerente e vivo. A questo link il video reportage girato da AnneClaire Budin durante la conferenza stampa di ieri.
La mostra “Io sono un architetto. Ettore Sottsass”, aperta dal 7 marzo al 26 luglio 2026 a Pistoia, è promossa da Fondazione Pistoia Musei e Fondazione Caript e organizzata con Electa. Curata da Enrico Morteo, tra i maggiori studiosi del design italiano, l’esposizione rilegge circa trent’anni di ricerca di Ettore Sottsass (1917-2007) – pittore, grafico, fotografo e architetto tra le figure più influenti del Novecento.
Il progetto prende avvio dal ricco fondo che Sottsass affidò al CSAC dell’Università di Parma, con la collaborazione di importanti istituzioni come Archivio Museo Bitossi e Centro Studi Poltronova. Il percorso, articolato in tredici sezioni tematiche, riunisce oltre 1400 opere tra disegni, fotografie, ceramiche, oggetti e documenti d’archivio, molti dei quali presentati al pubblico per la prima volta.

Accanto ai celebri progetti per Poltronova o alle macchine per ufficio Olivetti, la mostra restituisce il processo creativo di Sottsass e il suo sguardo critico sulla modernità. Un pensiero segnato spesso da disillusione verso la società del progresso, ma sempre capace di cercare nella forma, nel colore e nella luce la possibilità di un nuovo umanesimo del progetto.

Un filo conduttore importante è il rapporto con la Toscana, che attraversa momenti decisivi della sua ricerca: dalle ceramiche realizzate con Aldo Londi a Montelupo Fiorentino alle collaborazioni con Sergio Cammilli e Poltronova ad Agliana, fino alle esperienze legate alla nascente elettronica italiana.

In questo contesto il lavoro di Daniele Ledda assume un valore particolare. Il suo allestimento – magistrale per misura e sensibilità – traduce nello spazio le linee di ricerca individuate dalla curatela. Le sale diventano ambienti in cui opere, documenti e immagini si stratificano, evocando l’idea di un laboratorio creativo in continua trasformazione. Sala dopo sala il percorso si chiarisce, ogni ambiente introduce un pensiero diverso, e il visitatore attraversa l’universo di Sottsass con naturalezza.

Ad accompagnare la mostra è anche il volume “Io sono un architetto. Ettore Sottsass”, curato da Enrico Morteo e pubblicato da Electa, una bellissima edizione che approfondisce opere, contesto storico e processi creativi con grande rigore.
Il risultato è una mostra che restituisce Sottsass nella sua dimensione più ampia: non solo designer, ma pensatore del progetto e interprete delle trasformazioni culturali del Novecento. Un’esposizione che, per qualità curatoriale e forza dell’impianto espositivo, meriterebbe non solo una risonanza nazionale, ma una piena attenzione nel panorama internazionale delle grandi mostre dedicate al design del XX secolo.
AnneClaire Budin – © Pistoia.Valdinievole.News, riproduzione riservata – 6/03/26