mercatino dei marmi pistoia

Antonella Tempesti, fortemarmina di residenza e di cuore, ci fa respirare cosa significa davvero il mercato del Forte.

Domenica 5 ottobre in piazza della Resistenza a Pistoia arriva il mercato del Forte dei Marmi, il più chiacchierato fra i mercati italiani: abbigliamento, accessori, made in Italy e quel pizzico di snobismo che da sempre lo accompagna. C’è chi lo vede come una semplice operazione di branding, chi invece come un rito collettivo con radici profonde.

Per capire se questo fascino sopravviva anche lontano dalla Versilia, abbiamo chiesto un ricordo e un’opinione ad Antonella Tempesti, fortemarmina a tutti gli effetti – da anni ci risiede – ma sopratutto per scelta di cuore. Opinion leader della moda, cultrice delle buone maniere e donna di relazioni, Antonella ha respirato il mercato fin da bambina.

“Forte dei Marmi per me – racconta – è la canna della bici del mio babbo, quando andavamo a comprare le focaccine da Valè. Il mercoledì, con mamma e zia Emy, io e mia sorella saltavamo di gioia all’idea del mercato. Era il profumo più buono del mondo e le bancarelle più belle che avessi mai visto.”

E i ricordi sono una sfilata di oggetti e riti estivi:

“Si compravano le borse dalla cestaia, al tempo con un banco al mercato. La signora Paola, bellissima, mostrava le ceste più eleganti: borse enormi per l’estate e cestini per le bici. Ma la nostra irrequietezza di bambini li distruggeva in poche settimane. Poi la biancheria: lenzuoli Fassora con ghirlande e fiocchi, accappatoi leggerissimi, vestine di cotone bianco, e immancabili sandali in cuoio. Alla fine un cerchietto per i capelli, altrimenti pianti assicurati. E poi via, tutti al mare.”

Un rituale che culminava a fine estate:

“Per Sant’Ermete, il 28 agosto, il mercato esplodeva di cachemire. Era il più bello del mondo. Oggi a Forte non ci sono più bazar o multibrand come allora, e il mercato ha perso parte del suo profumo. Ma Pistoia, città di nobili artigiani, ha tutte le carte per restituirgli quella magia. Qui può tornare l’artigianalità che altrove rischia di sparire. E magari anche le mie api sulla spugna!”

Insomma, il mercato del Forte non è solo shopping, ma una liturgia che mescola moda, memoria e identità. A Pistoia non ci sarà il mare, ma domenica in piazza della Resistenza si potrà respirare – almeno un po’ – quell’aria che profuma di Versilia.

Andrea Vitali

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