L'artista racconta il progetto "Bandiere", nato dalle parole raccolte a Stiappa. Dal 2 al 15 agosto un laboratorio aperto darà vita a nuove bandierine che entreranno a far parte dell'installazione.
Un progetto che nasce dall'incontro con il borgo
«Ho proposto io di intervenire a Stiappa con il progetto delle bandiere», spiega l'artista francese, residente a Pescia dal 2008. «L'intento era proseguire un lavoro già iniziato a Pescia con alcune bandierine ispirate ai detti popolari pesciatini. Avevo già utilizzato questo linguaggio durante i Campionati europei di calcio a Berna, in Svizzera, lavorando sulla distorsione della percezione: riprendere segni conosciuti, modificarli e attribuire loro un nuovo significato.»

Come è nata l'idea del progetto "Bandiere"?
«Ho proposto io di intervenire a Stiappa con il progetto delle bandiere, per proseguire un lavoro già iniziato a Pescia con alcune bandierine ispirate ai detti popolari pesciatini. Avevo già utilizzato questo linguaggio durante i Campionati europei di calcio a Berna, in Svizzera, lavorando sulla distorsione della percezione: riprendere segni conosciuti, modificarli e attribuire loro un nuovo significato.»

Che significato hanno queste bandiere?
«Sono molto affezionata alla Svizzera Pesciatina e ai suoi castelli e sono felice di poter contribuire a renderli ancora più vivi. Le bandiere sono pensate per portare luce, movimento e presenza nelle stradine di pietra serena del borgo. È un progetto che nasce dall'incontro con il luogo e con le persone che lo abitano.»

Come è stata realizzata l'installazione?
«Insieme a Tinna Kvaran, artista islandese residente a Collodi, che mi ha aiutato con la sua maestria, abbiamo realizzato undici bandiere distribuite in diversi punti del paese. Abbiamo utilizzato materiali recuperati, regalati, cercati e accumulati nel tempo: tessuti di fine vita, quello che oggi viene definito deadstock. Riutilizzare questi materiali significa dare loro una nuova funzione e una nuova presenza all'interno del borgo.»

Quanto hanno contato i racconti degli abitanti?
«Le parole e le memorie raccolte nel paese sono state il punto di partenza del progetto. Hanno contribuito a orientare il lavoro e a costruire il significato dell'installazione. Dal 2 al 15 agosto mi trasferirò al Circolo di Stiappa durante i momenti di incontro e di veglia. Insieme a chi avrà voglia di partecipare realizzeremo piccole bandierine che andranno a completare l'installazione nel paese.»

La partecipazione che insegna a guardare lontano
Dal 2 al 15 agosto Bandiere entrerà nella sua fase partecipativa, con un laboratorio aperto per la realizzazione di nuove bandierine destinate a completare l'installazione. È un passaggio che mostra come l'arte contemporanea possa dialogare con un piccolo borgo senza rinunciare a una dimensione internazionale. In una montagna che da anni cerca nuovi strumenti per contrastare lo spopolamento e mantenere vivo il proprio tessuto sociale e culturale, iniziative di questo tipo rappresentano un'opportunità da conoscere e raccontare nel tempo. Quando un'opera entra nella quotidianità delle persone, il suo valore va oltre l'evento e diventa parte della vita della comunità.
Andrea Vitali
